Qui trovate la storia del "Nemico", essere del male che interverrà nella 4° Era narrata nel nostro GdR.I narn en Uessedae
-Il racconto di Uessedae-
L’Ombra però non fu mondata per sempre dalla terra, ed essa si rifugiò ed Est, dove mai uomo osava recarsi, e li stette a lungo, incapace di assumere forma, o nome, costretta a un’esistenza che in realtà non lo era dal potere dei Valar che ancora dimoravano in pace e serenità.
L’influsso degli Elfi sulla Terra di Mezzo era però destinato ad estinguersi, la loro razza partiva per lidi migliori, ed essi più non erano in grado di esercitare il loro potere sul mondo degli Uomini. E quando anche Galadriel ed Elrond infine salparono dai Porti Grigi, l’Ombra, liberatasi dalle sue catene, crebbe ed immagazzinò potere, ma ancora non era pronta e sufficientemente forte.
Venne l’era degli Uomini, di Re Elessar, della Casa di Elendil. Venne l’era di Eomer, della casa di Eorl. Ma non venne l’era dell’Ombra. Ed Arwen Undomiel a lungo vigilò, quasi ultima della sua stirpe, sugli Uomini.
Infine, Re Elessar lasciò questo mondo, e con lui la sua sposa, ed il potere dei Valar cessò di vegliare su coloro che ora dominavano la Terra di Mezzo.
Venne per l’Ombra il momento di assumere una forma, ed Essa plasmò il suo cupo spirito e divenne un uomo, ed a lungo vagò, attese, ed imprecò contro la Luce . Le desolate pianure del Rhun, angolo remoto del Mondo, certo non offrivano agli uomini ciò di cui avevano bisogno, e l’Ombra, oramai viva, continuava a vagare in solitudine, ma non poté mai avvicinarsi al reame boscoso, poiché ivi ancora elfi vi dimoravano, seppure non della purezza dei Valar, ed essi certo non servivano la Luce ma solo loro stessi ed il loro Re.
Furono loro a dare per primi un nome all’Ombra, Uessedae lo chiamarono, l’Ombra senza nome, ed essi lo osservarono a lungo e ne tacquero l’esistenza alle altre razze ritenendolo indegno di attenzione, semplice creatura alla stregua delle altre. Mai si grande errore fu da loro commesso.
Uessedae crebbe, e divenne consapevole, ed imprecò contro gli Elfi, poiché essi gli impedivano la fuga; per prime queste le parole di cui la sua bocca si macchiò, ed esse furono pronunciate in Linguaggio Nero:
“Dugûk, gûl-skai!”, che in Lingua Corrente significa: “Siete tutti sudiciume, spettri maledetti!”
Egli si spinse fino al Grande Mare, e cercò sostegno e alleati. Li trovò, elfi rinnegati, crudeli nell’animo e dal cuore cupo, ottenebrati dal potere e dalla sete di vendetta.
Lui li trasformò, le loro membra divennero fuoco, divennero vento, divennero polvere; le loro menti furono a lui assoggettate, ed essi gli narrarono la storia della loro razza, della Terra di Mezzo e di tutte le sue creature.
Per la prima volta Uessedae si rese conto di avere per le mani un grande potere, ed egli inviò i suoi schiavi per la Terra di Mezzo, a portare notizie.
Note:Uessedae non è un insieme di lettere scelto a caso, bensì un accurato composto di parole elfiche:
dall’elfico Ombra=Dae, Nome=Esse, U- =suffisso per la negatività e l’assenza.
Quindi: U-(senza)+Esse(nome)+Dae(ombra). Risultato = Uessedae.
Le parole di Uessedae in Linguaggio Nero non assicuro essere corrette né tantomeno coerenti, non sono infatti riuscito a recuperare una grammatica seria, ma solo parole frammentate.
La traduzione letterale sarebbe:
Dug=Sudiciume, -ûk=suffisso per “tutti”, Gûl=Spettri, Skai=Interiezione di dispregio
Quindi letteralmente: Sudiciume-tutti, spettri-maledetti! (Ho sottointeso il verbo essere, poiché non è recuperabile un suo equivalente in Linguaggio Nero).
Traduzione adattata: “Siete tutti sudiciume, spettri maledetti!” (Uessedea li definisce spettri a causa della loro elusività).
Realizzato da .:Maximillion_Pegasus:. per il GDR "The 4° Age of the Middle-Earth"Edited by .:Melian:. - 20/5/2007, 18:33