Qui trovate il Prologo del GdR nonchè una piccola parte della Storia che noi narreremo. Si prega di leggerlo per avere una visione più chiara di quello che dovrà succedere. Quindi è necessario leggere qui per poter partecipare al GdR.La IV Era
Dopo la morte di Aragorn e Arwen, Eldarion divenne Re di Gondor.
Il periodo di pace e prosperità che aveva avuto inizio sotto la guida di Elessar continuò.
Gondor e Rohan dominavano la Terra di Mezzo.
Il popolo degli Hobbit continuava la sua pacifica esistenza entro i confini della Contea, e tutti serbavano il ricordo di Frodo Baggins, Sam Gamgee, Peregrino Tuc e Meriadoc Brandibuck, grazie soprattutto al Libro Rosso che i discendenti di Elanor la Bella, figlia di Sam, ancora conservavano gelosamente. Ancora gli Hobbit vivevano in pace e tranquillità e ancora non si allontanavano dalle proprie dimore, ma sovente,si riunivano intorno al grande Albero della Festa, il mallorn che Galadriel aveva donato a Sam e che lui, molti anni addietro, aveva piantato.
I domini elfici erano oramai da lunghi anni abbandonati; ancora, però, si ergevano come a ricordare le bellezze del mondo che fu.
Nel cuore della valle di Gran Burrone, si poteva scorgere la dimora di Imladris, scenario fantastico immerso nella lussureggiante natura.
Il Bosco Atro, tornato ad essere quello che un tempo gli Elfi Silvani guidati da Thranduil, padre di Legolas, chiamavano Bosco Verde, era abitato da pochissimi e schivi Elfi Verdi, che non avevano avuto il cuore di abbandonare quei boschi che erano stati la loro casa. Vivevano perlopiù in modo segreto, appartati dagli Uomini che ormai poteva solamente immaginarli, fantasticando sulle numerose leggende che circondavano questi Esseri Immortali.
Lothlorien, la capitale degli Elfi nella Terra di Mezzo, appariva ancora un luogo di delizia, di pace e serenità; lì si trovava la verde tomba della Regina Arwen Stella del Vespro e anche se l’estate sembrava un ricordo lontano, e i giganteschi mallorn crescevano in un’atmosfera di sogno, immersi nel meraviglioso crepuscolo che contraddistingueva la vita degli Elfi nell’ultima parte della Terza Era, ancora le foglie si tingevano d’oro e d’argento e Caras Galadhon conservava ancora i suoi segreti e la sua magia.
Il popolo dei Nani, a cui apparteneva Gimli figlio di Gloin, uno dei Nove Viandanti e che si dice fosse partito assieme al suo amico Legolas per il Reame Beato, viveva ancora nei Colli Ferrosi, e molti del popolo di Durin ritornarono alla Montagna Solitaria, e riportarono quel luogo al suo antico splendore, prima che Smaug ne facesse la sua dimora.
Lì i Nani vivevano accanto agli Uomini di Dale, gli Uomini di Esgaroth in pace e amicizia.
Moria, Khazad-dum nella lingua nanesca, venne ripopolata a poco a poco, molti furono i Nani che vollero ritornarci e lungo fu il lavoro delle loro abili mani: essi ripulirono le immense sale della Città Sotterranea, tolsero ogni traccia della presenza degli Orchi e ricostruirono il Ponte su cui la Compagnia dell’Anello era passata alla fine della Terza Era e, a costo di grandi fatiche, i Saloni dalle Mille Colonne tornarono al loro splendore.
Ormai, i Nani intrattenevano rapporti d’amicizia anche con gli Uomini: non era raro, infatti, che essi si recassero a Minas Tirith e che mettessero la loro conoscenza al servizio del Re.
Delle creature malvagie, un tempo al servizio di Sauron, sembrava che non ci fosse più traccia. I sopravvissuti fuggirono ad Est, nascondendosi all’ombra, temendo la punizione che il Re di Gondor avrebbe potuto infliggere loro. Di Orchi, Goblin, Uruk-hai e delle altre mostruose creature di cui l’Oscuro Signore si era servito, non si sentì più parlare. Il loro nome compariva ormai solo nelle favole che venivano raccontate ai bambini.
Alcuni anni dopo la salita al trono di Eldarion, giunsero nella Città dei Re voci, sussurri, che ai Porti Grigi, inabitati da tempo immemore, una nave stesse sopraggiungendo, proveniente dal lontano Occidente.
E una notte, mentre il cielo era puntellato dalle meravigliose stelle di Varda, nell’aria colma dei profumi dell’estate, la Terra di Mezzo udì nuovamente canti ancestrali, modulati nella dolce lingua elfica.
Veramente una bianca nave era approdata su quelle coste mortali e su di essa vi erano i Primogeniti di Iluvatar che i Mortali avevano dimenticato, e d essi erano accompagnati da alcuni Istari.
Gli Elfi calcarono ancora una volta la terra bruna di quella che anni prima era stata la loro dimora, e si accorsero che tutto era mutato e che le Terre Mortali non erano minimamente paragonabili alle Terre Imperiture, dove ogni cosa era letizia infinita.
Su bianchi destrieri essi cavalcarono alla volta di Gondor; come rapide saette attraversarono la Contea, costeggiarono Imladris e scesero lungo la spina dorsale della Terra di Mezzo, le Montagne Nebbiose. Superarono il Rohan ed entrarono nel Regno di Gondor.
La loro magnificenza era così grande che gli Immortali apparvero come mistiche visioni, come immagini della gloria dei Signori di Valinor, e gli Uomini ne restarono incantati, perché nulla avevano mai veduto di tanto meraviglioso e i racconti che avevano udito da bambini adesso apparivano loro solo come un’ombra fugace della reale bellezza dei Primogeniti.
Alla testa di codesti Elfi d’Occidente v'era l'erede di Galadriel e Celeborn, colei che il suo popolo aveva chiamato Stella di Fuoco.
La Dama entrarò alla corte del Re, ed Eldarion accolse lei, e la schiera che la seguiva, con grandi onori.
Fissò la Dama Elfica e, per un attimo, gli parve di scorgere il volto della sua adorata madre Arwen.
-Il mio cuore si riempie di gioia a vedervi! - disse Eldarion ad un certo punto, durante la lunga e fitta conversazione che si stava svolgendo. –Ma per quale motivo, voi che potete godere della vista dei Valar e di Aman avete lasciato quella Terra sempreverde per far ritorno su questi lidi?- chiese –Innumerevoli sono trascorsi gli anni da quando l’ultima nave salpò dai Porti Grigi portando con sé Dama Galadriel, Sire Celeborn, Re Elrond e il Portatore dell’Anello assieme a Mithrandir. - aggiunse pensieroso.
-Il Grande Mare che si estende tra la Terra di Mezzo e le Isole Imperiture custodisce molti tesori…- rispose la Stella di Fuoco – Il più prezioso segreto che celano le acque è uno dei tre Silmarill di Feanor. - continuò la Dama –L o sguardo dei Valar si spinge sovente oltre le acque, a visitare queste terre ed essi hanno scorto una luce brillare ad Est, una luce inconfondibile, quella di una Gemma Santa!
-Siamo qui per trovarla e riprenderla. -continuò la Dama –Siamo qui per chiedere il vostro aiuto. In nome dell’Antica Alleanza tra Elfi e Uomini, in nome della nostra parentela, Eldarion, Re di Gondor, fa che i più valenti tra la tua gente si uniscano a noi in una grande impresa!- continuò –Un’impresa che sarà celebrata nei canti, ricordata negli anni a venire. - aggiunse
Eldarion riflettè su quella proposta –Voi, nobile Dama, mi proponete di aiutarvi nella vostra cerca, ebbene, io vi darò il mio aiuto! - acconsentì infine il Re –Chiunque a Gondor voglia seguirvi, ha il mio consenso, poiché bramo di vedere uno dei leggendari Silmarill, la più bella opera del genio elfico!
La Stella di Fuoco guardò a lungo negli occhi di Eldarion, e vi scorse una certa somiglianza con Arwen, sua nipote che tanto aveva amato. Sorrise infine e continuò – Vi sono grata. - poi aggiunse –Invieremo messi a Rohan, sperando che anche il Riddermark voglia unirsi a noi. Ad Est, nelle Terre che ancora sono sconosciute, ci spingeremo, e saremo guidati dalla luce della Gemma di Feanor. E che nessuno si tiri indietro una volta che il viaggio abbia avuto inizio!
Si congedarono almeno per il momento, e gli Elfi fecero ritorno nel cuore dei domini elfici nelle Terre Mortali: LothLorien.
E qui, l’ultima Regina, la Stella di Fuoco, radunò gli Elfi Silvani che vivevano sparsi in segreti boschi e Caras Galadhon tornò a popolarsi.
I messi inviati a Elfwine, re del Mark, figlio di Eomer, riportarono buone nuove: il Re aveva accettato di partecipare a quella ricerca, consentendo a chiunque tra i Rohirrim di mettersi al servizio degli Elfi.
Un Consiglio venne convocato, per stabilire nei dettagli le modalità della spedizione e per radunare quanti intendevano volgere i loro passi ad Est e Sud.
Ed è proprio qui che comincia la nostra storia: il Nuovo Consiglio dei Saggi avrà luogo a Caras Galadhon (
210 delle Quarta Era), sarà durante questa seduta che si verrà a formare una Compagnia che si metterà sulle tracce del Silmaril restituito dal Grande Mare dopo incalcolabili anni.
Storia © di .:Melian:. , Valië di The 4° Age of the Middle Earth™Edited by .:Melian:. - 20/5/2007, 18:30